Gli imprenditori diventano ristoratori

Cambiare lavoro e buttarsi nel food

Pochi giorni fa ha chiuso Saigon, ristorante vietnamita di successo di via Archimede. Punto di riferimento dei giovani affluenti di Milano e degli stranieri di passaggio in città per business, il ristorante del gruppo di Luca Guelfi (imprenditore con oltre venti locali tra Milano e la Sardegna) non è stato l’unico a essere colpito duramente dalla pandemia. Anche il giapponese Fukurou e Taglio, in via Vigevano, hanno cessato le attività. E questi sono solo i nomi più noti, spesso chi chiude non lo segnala nemmeno con un post su Facebook. C’è però chi a Milano, nonostante tutto, un ristorante lo sta aprendo, o sta faticosamente rilanciando il locale aperto solamente pochi mesi prima dell’emergenza coronavirus. Per molti…

Per continuare a leggere clicca qui. E non dimenticare di iscriverti alla newsletter, è gratis!

La storia di Alice, da Rogoredo alla rinascita

Intervista a Simone Feder

Le vicende di Rogoredo sono finite spesso sulle pagine della cronaca locale e nazionale. Blitz delle forze dell’ordine, dosi di eroina nascoste in ogni anfratto del bosco e alle volte anche celebrità che hanno fatto una sfilata in una delle piazze di spaccio più grandi d’Europa. Ma i volti dei tanti giovani rimasti intrappolati nel Boschetto sono passati spesso inosservati. Per questa uscita, abbiamo intervistato Simone Feder, coordinatore dell’Area Giovani e Dipendenze della Casa del Giovane e operatore sociale. Con il suo nuovo libro “Alice e le regole del Bosco“, Feder ha raccontato la storia di…

Per continuare a leggere clicca qui. E non dimenticare di iscriverti alla newsletter, è gratis!

Dai polli arrosto ai grattacieli

Una passeggiata per Porta Romana

“Io sono trent’anni che il sabato mattina passo da Giannasi”. In una fila più lunga del solito, complice il distanziamento tra le persone, ci si lascia andare a due chiacchere tra sconosciuti prima che arrivi il proprio turno per mettere le mani sul pollo allo spiedo più famoso di Milano. “Io sono da Giannasi, mi raggiungi tu?”, dice al telefono un centauro sopra alla sua moto a bordo strada. Sembra che sia il chiosco di piazza Buozzi, che dal 1967 non si muove dalla sede originaria e oggi dà lavoro a oltre venti persone, il vero epicentro del quartiere Porta Romana. È infatti il…

Per continuare a leggere clicca qui. E non dimenticare di iscriverti alla newsletter, è gratis!

Il padre delle piscine milanesi

Un tuffo nella storia dei lidi cittadini

Sarà un’estate con più milanesi in città, quella del 2020. Tra viaggi saltati, attività che cercheranno di recuperare il lavoro perso e famiglie impoverite, non tutti potranno scappare dalla calura cittadina. E così, forse, aumenteranno i milanesi che cercheranno un po’ di relax in una delle tante piscine all’aperto della città. In questa prima settimana di “fase 3” si segnalano già impianti pieni, anche a causa della capienza ridotta adottata per le misure di contenimento del contagio, ma il mito della giornata in piscina in città non nasce oggi.  Sono gli anni ’20 e ‘30 del Novecento, quando alcune personalità del mondo dell’architettura si prodigano per arricchire il patrimonio della città con attrezzature sportive e ludiche, che regalano a Milano alcune piscine d’autore, ancora oggi le più amate e frequentate. C’è una figura, in particolare, che può essere identificata come il padre delle piscine milanesi: Luigi Lorenzo Secchi.

Per continuare a leggere clicca qui. E non dimenticare di iscriverti alla newsletter, è gratis!

Chi fugge e chi resta

Come cambiano gli spazi in città pt.3

In un decennio non molto lontano, anche i trattori arrivavano fino in San Babila. Sebbene l’immagine famosa di Renato Pozzetto nel film “Il Ragazzo di campagna” sia solo una metafora dell’urbanizzazione avvenuta negli anni ’80, il flusso di italiani che ha deciso di trasferirsi a Milano è stato lungo, continuativo e ha visto uno stop solamente con l’arrivo del Coronavirus. Come in tutte le maggiori metropoli europee e mondiali, la crescita delle città ha permesso ai conglomerati urbani di diventare centrali nella divulgazione del sapere, nello sviluppo economico e nelle agende di politica locale e nazionale. Al contrario, come la recente cronaca ha raccontato, negli ultimi due mesi vi è stata una fuga in massa verso le residenze originarie di molti milanesi acquisiti. Le immagini

Per continuare a leggere clicca qui. E non dimenticare di iscriverti alla newsletter, è gratis!

Ciclabili, parchi e piazze a prova di pandemia

Come cambiano gli spazi in città pt.2

Le previsioni sulla morte delle città hanno sempre seguito le grandi epidemie, eppure l’urbanizzazione si è puntualmente dimostrata più forte della paura delle malattie infettive. I centri urbani sono però stati modificati spesso da eventi catastrofici: fu una serie di devastanti epidemie di colera a cavallo della metà del 1800 a spingere Londra a dotarsi di un nuovo e moderno sistema fognario. Oggi molti stanno provando a prevedere come saranno le nostre città post Covid-19, ma anche durante questa nuova normalità che ci accompagnerà per mesi, se non anni. Milano di colpo sembra molto piccola, e tutti facciamo fatica a trovare il nostro pezzo di verde o angolo di piazza in cui passare

Per continuare a leggere clicca qui. E non dimenticare di iscriverti alla newsletter, è gratis!

Co-working da lontano

Come cambiano gli spazi in città pt.1

Non è possibile scrivere su Milano senza parlare di lavoro. La città della Madonnina è sempre stata identificata come il cuore imprenditoriale del paese. Se nel secondo dopo-guerra la Pirelli e la Falck la facevano da padrone, negli anni ’80 è scoppiata la mania di Piazza Affari. Come ogni epoca, anche quella attuale ha un simbolo identificativo. Milano si è trovata a riadattarsi e reinventarsi negli ultimi anni e gli spazi di co-working hanno invaso la città con scrivanie condivise, corsi per start-up e una nuova idea di lavoro. Nella frenesia di stare al passo con le atre capitali europee e mondiali, anche nel capoluogo lombardo le società di co-working si sono moltiplicate in maniera esponenziale, un’aggregazione di persone e idee che ha permesso di creare legami lavorativi stretti. Però, la vicinanza tra “compagni di scrivania” è stata messa a dura prova dal coronavirus. In un momento in

Per continuare a leggere clicca qui. E non dimenticare di iscriverti alla newsletter, è gratis!

Viaggio virtuale nell’arte

Visite e contenuti online per resistere e sperimentare

Nessuno sa ancora quante settimane o quanti mesi passeranno prima che si possa tornare a meravigliarsi davanti al Bacio di Hayez, al Cristo morto del Mantegna o al Quarto Stato di Pelizza da Volpedo. I musei sono state tra le prime attività a chiudere e saranno, probabilmente, anche tra le ultime a riaprire. Se nessuno può più affollare le stanze e fermarsi ad ammirare le opere degli autori studiati sui libri di storia, i musei non hanno però rinunciato a voler raggiungere il proprio pubblico, fare cultura e mostrare le proprie collezioni. In queste settimane c’è infatti una vera e propria corsa da parte di musei e altre istituzioni della cultura a usare siti internet e canali social per allestire dei palinsesti che sopperiscano…

Per continuare a leggere clicca qui. E non dimenticare di iscriverti alla newsletter, è gratis!

Ritorno al paese delle tovagliette a quadri

Intervista a Tommaso Melilli

“Nella storia recente dell’alta cucina degli ultimi vent’anni c’è stata Parigi, che ha inventato un nuovo modo frugale ed elegante di mangiare bene; c’è stata Copenaghen, che ha insegnato a tutti i cuochi del mondo che intorno a te c’è sempre qualcosa di buono da raccogliere; e poi c’è Milano, che si è ingozzata di sushi per vent’anni. Non si sa bene perché, «il miglior ristorante indiano di tutta Milano» era sempre sotto casa dell’amico che mi ospitava, anche se gli amici che mi ospitavano erano tanti e abitavano in tanti quartieri diversi. E l’indiano sotto casa loro faceva schifo. Continuavo a vedere decine e decine di trattorie toscane gestite da famiglie palesemente bergamasche o calabresi; e io mi annoiavo moltissimo.” Poi però Tommaso Melilli, che a Parigi era diventato uno chef e in pochi anni aveva aperto il suo ristorante, si è accorto che qualcosa stava cambiando. La Francia stava

Per continuare a leggere clicca qui. E non dimenticare di iscriverti alla newsletter, è gratis!

Microfoni aperti

Un periodo non facile, con le vostre parole

Questa uscita di Duemila Parole è diversa dal solito. Abbiamo deciso di dare spazio alle vostre voci e di lasciare che i vostri pensieri potessero uscire, dopo giorni difficili tra le mura di casa. Questa pandemia ci ha intrappolato nelle nostre abitazioni, con poco preavviso e senza una data di termine. All’improvviso, andare al lavoro, fare la spesa, portare il cane a fare una passeggiata sono diventati sogni nel cassetto invece che parentesi noiose della solita routine. L’isolamento tra…

Per continuare a leggere clicca qui. E non dimenticare di iscriverti alla newsletter, è gratis!